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Samarcanda: Kupkari, acchiappa la capra – di Roberto Manfredi

Kupkari

Roberto Manfredi – il Kupkari

Uzbekistan, Samarcanda: Kupkari, acchiappa la capra – di Roberto Manfredi – PhotoMilano, club fotografico milanese.

Cosa è il Kupkari 

Il Kupkari (letteralmente “acchiappa la capra”) è un antico sport equestre popolare in Uzbekistan e in molti paesi dell’Asia centrale, dove è anche conosciuto con il nome di Buzkashi.
Ci sono diverse varianti di questo gioco, può essere giocato da due squadre o individualmente; nei villaggi dell’Uzbekistan si gioca individualmente in quella che è probabilmente una delle versioni più antiche e genuine.
In un grande campo diverse decine o addirittura centinaia di cavalieri competono per la carcassa senza testa di un agnello o di una capra. Il vincitore è colui che riesce a far cadere la carcassa in un’area di porta. Quando ciò accade, il giocatore viene premiato, quindi la carcassa viene riportata al centro del campo e il gioco ricomincia. Non ci sono regole, salvo la proibizione di colpire un avversario con il frustino e di tentare di farlo cadere da cavallo.
Il gioco è molto veloce, spesso frenetico, il cavaliere che si trova temporaneamente in possesso della carcassa cerca di trattenerla stringendola con una gamba al corpo del cavallo, che sprona verso la meta, mentre i concorrenti lo inseguono cercando di affiancarlo per strappargli la carcassa, spesso assumendo posizioni acrobatiche sul cavallo in corsa.
I cavalli vengono pungolati con frustini ricavati dalle cinghie di trasmissione dei motori d’automobile, frustini che vengono tenuti tra i denti quando i giocatori hanno bisogno della mani per contendersi la carcassa; in questa versione spontanea del Kupkari l’abbigliamento dei concorrenti è assolutamente libero, non esistono uniformi, e spesso vengono indossati dei caratteristici caschi di stoffa imbottita, residuati militari un tempo usati dai carristi dell’Armata Rossa sovietica.
Le origini di questo gioco si perdono nei secoli e non sono documentate, ma pare certo che il gioco sia nato nel bacino del fiume Amo Darya, il più lungo dell’Asia centrale, che scorre al confine tra Uzbekistan e Turkmenistan. La versione più verosimile è quella secondo cui gli invasori mongoli di Gengis Khan usassero depredare i villaggi attraversandoli in velocità a cavallo e afferrando al volo capre e pecore senza interrompere la corsa; gli abitanti dei villaggi avrebbero poi tentato di recuperare il loro bestiame con lo stesso metodo, attraversando di corsa gli accampamenti dei mongoli. Gli animali sarebbero stati così contesi cavalcando in velocità; queste contese sarebbero poi state replicate per gioco, facendo nascere il Kupkari.

Il Kupkari viene giocato in occasione di festività, matrimoni, all’inizio e alla fine della stagione agricola e in svariate altre occasioni. La partita raccontata da queste fotografie si tenne vicino a Samarcanda in occasione del Nowruz (21 marzo) il giorno del nuovo anno zoroastriano.

Testo e fotografie di Roberto Manfredi

The Kupkari

The Kupkari is an ancient equestrian sport popular in Uzbekistan and in almost all Central Asian countries, where it is also known with the name of Buzkashi.
There are several variations of this game, it can be played by two teams or individually; the one practiced in some area of Uzbekistan is probably one of the oldest and most genuine versions.
In a large field several tens or even hundreds of riders compete for the corpse of a lamb or a goat. The winner is the one who manages to drop the carcass in a goal area. When this happens the player is rewarded, then the carcass is returned to the center of the field and the game starts again. There are no rules, except for the prohibition of hitting an opponent with the whip and to knock the rider off the horse.
The game is very fast and sometimes frantic and the public, often numerous, follow the race safely, from elevated positions, cheering for its champion and betting on the winner.
Kupkari is usually held at holidays, weddings, at the opening and at the end of the farming season and other occasions. The game of these pictures was held near Samarkand in the Nowruz day (March 21) the day of the Zoroastrian New Year.

By Roberto Manfredi

PhotoMilano club fotografico milanese

Francesco Tadini ha fondato – ecco sua pagina personale sul sito all’indirizzo https://photomilano.org/francesco-tadini/ – nel giugno 2017 il gruppo Facebook “Photo Milano, passione (e non solo) per la fotografia” che comprende, attualmente, più di 2600 iscritti. Il club fotografico ha sede presso la Casa Museo Spazio Tadini in via Niccolò Jommelli 24 a Milano dedicata al padre – pittore e scrittore – Emilio Tadini, altra creazione di Francesco Tadini, che – insieme all’altra fondatrice della casa museo, Melina Scalise e alla curatrice e agente fotografica (oltre che coreografa di fama) Federicapaola Capecchi – supporta l’attività del club con l’organizzazione  di mostre fotografiche, workshop e serate conviviali.  Alle esposizioni collettive e personali  – da giugno 2017 a oggi – hanno partecipato centinaia di fotografi milanesi e non.

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