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Eventi dell’Anima : Dialogo con Psyché e Thanatos . Franco De Luca

L’Anima ( dal latino Anima connesso con il greco Anemos, << Soffio >>, << Vento >> ) . Tipicamente veniva assimilata al respiro ( donde l’etimologia ), negli autori epici Omero e Virgilio era assimilata a un “soffio” che abbandona il corpo nel momento della morte. Allora si riteneva che essa aveva soltanto la consistenza di un’ ombra capace di sopravvivere nel l’Ade senza poter più esplicare la sua energia vivificante. E’ solo con Socrate e poi Platone, che sarà utilizzato il termine Psyché ( Anima ) per designare il mondo interiore dell’uomo,a cui viene ora assegnata piena dignità. Lo si deve a Socrate se il concetto di Psyché è centrale nella cultura occidentale, egli diceva che il compito dell’uomo è prendersi cura dell’Anima. Da questo concetto nasce il pensiero e la cultura occidentale, quindi le figure umane dipinte in nero sui vasi funerari greci di terracotta non sono un caso, c’è dietro tutto il pensiero della cultura greca, come non è un caso che erano dipinte su sfondo color ocra ( l’Ocra rappresenta la terra, la materia, la figura umana dipinta in nero simboleggia l’Anima – respiro – soffio, che al momento della morte – Thanatos – , diventa ombra ). Cosciente del misero destino dell’umanità ( gli uomini sono tutti mortali ), ebbe inizio la ricerca filosofica di Socrate che sfociò nella tragedia greca e nei secoli a venire influenzò non poco il modo di vivere e di pensare del mondo occidentale passando attraverso il Cristianesimo fino ad arrivare al illuminismo facendo poi nascere la così detta civiltà dell’immagine di cui oggi è parte integrante della nostra vita quotidiana, ( ricordando che quella ebraica ortodossa e quella musulmana sono culture iconoclaste , quindi difficilmente avrebbero potuto sviluppare un arte figurativa così intensa piena di quesiti esistenziali inducendo l’uomo alla ricerca di se stesso o di un Dio fattosi immagine e somiglianza dell’uomo ). Con questa consapevolezza ha inizio la mia personale ricerca esistenziale per immagini fotografiche per certi versi alla ricerca di Proust, partendo da un dialogo interiore con Psyché – Anima , e Thanatos – morte, in ogni scatto in ogni ritratto mettendo a confronto con delle persone la mie e la loro interiorità, alcune conosciute profondamente altre superficialmente altre ancora anonime incontrate per strada, e in ogni volto incrociato sorgeva in me una inquietudine, come in uno stato di smarrimento. Si inizia la sequenza delle prime due fotografie con il volto di una attrice mentre recita che simboleggia Thanatos, affiancata da una fotografia con una figura umana in controluce che diventa ombra – Psyché, proseguendo con una serie di ritratti dove ogni persona ha un proprio vissuto ( Come lo hanno tutti del resto ) – ma pur sempre un riflesso della mia vita interiore come in uno specchio percorrendo un sentiero a ritroso. L’ultima sequenza è formata da dei ritratti di donna, inizia con un volto maturo fino ad arrivare a una giovane donna in stato di gravidanza. Conclusione : questa sequenza formata da trenta fotografie simboleggia un viaggio interiore percorso all’indietro fino a trovare rifugio e conforto nel grembo materno pronto a rinascere a nuova vita.

Franco De Luca

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